Mi fido di me: contro le dipendenze Giuliana 31 Gennaio 2024

Mi fido di me: contro le dipendenze

locandina dipendenze mi fido di me

Un progetto con voci diverse e un obiettivo comune

Ci sono progetti che giacciono in fondo al cuore, quasi dimenticati.

Poi un evento, qualche incontro prezioso, alcune intuizioni e come si dice “il sogno diventa realtà”.

E’ accaduto per “Mi fido di me: la libertà di non dipendere”, un ciclo di tre serate sul complesso mondo delle dipendenze che ha avuto il suo esordio giovedì 25 gennaio presso il Castello di Monteruzzo a Castiglione Olona. Non scrivo la cronaca della serata, perché sarebbe un racconto arido.

Ti riporto solo alcune note o suggestioni mie, di Riccardo, che ci ha narrato la sua storia di abuso di sostanze, e di Lia che con noi ha organizzato l’evento e che ha vegliato con cura perché tutto andasse per il meglio.

Buona lettura!

Contro le dipendenze di tutti i giorni

Da dove parto? Nei miei occhi avevo l’immagine delle mie studentesse con cellulare e sigaretta costantemente in mano ed il dispiacere che provo nel vedere la loro inconsapevolezza. Accanto a me un amico che con generosità metteva a disposizione la propria storia al di là del giudizio altrui.

Di fronte una trentina di persone inconsapevoli all’inizio di ciò che stavano per ascoltare.

Quando è iniziato il racconto di Riccardo, è accaduto un miracolo: il pubblico da spettatore è diventato correlatore con tante domande, osservazioni, curiosità.
E lì sono stata orgogliosa del nostro lavoro: non importa se ciò che abbiamo detto non è stato sempre perfetto o se in qualche passaggio c’è stato disaccordo. Abbiamo dato luce ad un fenomeno, le dipendenze, di cui non si vuole più parlare.

Perché è scomodo, diffuso in tutti gli ambienti ed in tutte le età, inconsapevole e automatizzato.

Ci siamo interrogati come adulti, genitori ed educatori, senza giudizio. Abbiamo fatto rete, come simboleggiato dall’esercizio fatto in sala (ormai lo sapete, i laboratori pratici sono per me un messaggio importante, soprattutto in chiusura di un incontro).

Tutto questo mi rende felice. Felice di quanto fatto e di quanto faremo!

Attendo con trepidazione il 22 febbraio, quando con la Dott.ssa Alessandra Capra parleremo di relazioni autentiche.
Se desideri qualche informazione, scrivimi!
Giuliana

Mi fido di me: un racconto di vita

Nella serata del 25 gennaio ho toccato un tema molto forte per me, la dipendenza da sostanze.

Aprirmi a 360 gradi, osare raccontare il mio vissuto ha fatto sì che i presenti mi ponessero tante domande con naturalezza: mi ha fatto molto piacere, non me lo aspettavo.

Così come sono lieto che il mio narrare abbia in parte contribuito a donare ad una donna presente il coraggio di parlare per la prima volta in pubblico della sua storia di anoressia. Questo si è realizzato grazie al clima di assenza totale di giudizio, che era uno dei nostri obiettivi (ma non semplice da ottenere!).

L’augurio è di riuscire a fare rete: per comunicare, aiutarsi, sostenersi nelle difficoltà quotidiane, che coinvolgono giovani e non.

Sono molti i pensieri che mi hanno accompagnato e mi accompagnano: la piena realizzazione è frutto di una scelta forte e consapevole verso una direzione chiara e precisa. Solo ascoltando il nostro cuore siamo in grado di agire in modo autentico e sincero!

Non esiste una scuola per “essere” genitori, coniugi, figli, fratelli, allievi. Esiste però la possibilità di una buona comunicazione, con parole che nascono dall’ascolto del cuore. A volte basta uno sguardo, una carezza, un gesto dolce o un abbraccio per sistemare le incomprensioni, per perdonare o chiedere scusa.

Il linguaggio del corpo è autentico, non mente, se ascoltato non ti fa commettere errori.

L’ascolto di sé e la comunicazione autentica soprattutto in famiglia sono i pilastri per fidarsi di sé e non cadere vittima delle dipendenze.

Riccardo

La libertà di non dipendere: facciamo rete!

EMOZIONE, CONDIVISIONE, DIFFUSIONE.

Queste sono le mie 3 parole sul progetto “Mi fido di me”.

  • La prima è EMOZIONE perché fin dalla sua nascita mi è sembrato l’ingrediente fondamentale, che avrebbe mosso la collaborazione e la partecipazione di chi si sarebbe seduto accanto a noi. Giuliana e Riccardo sono stati ambasciatori perfetti! E non ho dubbi: le emozioni ci accompagneranno anche nelle prossime due serate.
  • La seconda parola che ho scelto è CONDIVISIONE, soffio vitale che unisce. Una condivisione che forse in molti è nascosta e silenziosa ma non per questo meno potente: scegliere di parlare di un tema delicato, ascoltarne le testimonianze e creare confronto senza giudizio hanno trasformato le catene in libertà, apertura. condivisione autentica.
  • La terza è DIFFUSIONE, una speranza, un desiderio. Sento risuonare questo progetto in modo profondo e spero che il nostro intento di allargare il pubblico venga accolto con entusiasmo perché più ne parleremo e più potremo contrastare, aiutare, fare qualcosa di concreto per ostacolare le dipendenze, nostre e altrui.

Ringrazio Giuliana per avermi coinvolta in questa esperienza, per la sua fiducia in me che mi rende orgogliosa, Riccardo per la sua testimonianza e Vivere con Arte per aver dato voce ad un mio pensiero “La Bellezza salverà il mondo (ma prima ancora salva noi stessi!)”. Sono entusiasta di poter partecipare a progetti come questo e credo profondamente nel Valore della consapevolezza.

Se leggi questo articolo, se qualche parola ti ha colpito, se senti di essere uno/una di noi, qualcuno insomma che vuole mettersi in gioco, sfidare un avversario dalle tante facce, ti aspettiamo! Prossimo appuntamento 22 febbraio, perché anche l’amore a volte è dipendenza…

Lia

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