Relazioni autentiche Giuliana 5 Marzo 2024

Relazioni autentiche

relazione autentica

Come si instaurano rapporti “sani”?

Ho fortemente voluto la presenza della Dott.ssa Alessandra Capra all’interno del progetto “Mi fido di me: la libertà di non dipendere”.
E la serata dal tema “L’arte di amare: come vivere una relazione autentica” tenutasi il 22 febbraio a Castiglione Olona è stata “potente” perché il tema della dipendenza affettiva è stato affrontato da una prospettiva assolutamente imprevista per i più.

A distanza di qualche settimana ho raccolto diverse opinioni, sono tornata a riflettere sui temi trattati e sui tanti interventi delle persone presenti al Castello di Monteruzzo con me, con noi, quella sera uggiosa…

Alessandra ha offerto innanzitutto la sua storia di bambina, di figlia, di studentessa, di moglie, di professionista e di mamma, spiegandoci come i nostri primi passi nel mondo e le prime relazioni con la figura materna (soprattutto) rappresentino il modello su cui si basa il nostro sentire (ed agire) nella vita e la costruzione delle relazioni adulte. Il bimbo che siamo stati resta dentro di noi e strilla quando non si sente amato e visto, oggi esattamente come tanti anni fa.

Da adulti abbiamo la possibilità di riconoscere gli schemi che agiamo, di sentire le ferite dell’infanzia e di sanarle, prendendocene cura in prima persona. Comprendere che i genitori agiscono e sbagliano con amore, secondo gli schemi noti, dissolve a poco a poco la rabbia nei loro confronti e ci dona la possibilità di essere genitori di noi stessi. Alessandra ci ha invitato a metterci al centro, a prenderci cura di noi, per apprezzare la nostra bellezza e puntare alla vera realizzazione.

So che per molti è stato un “pugno allo stomaco” perché assumersi la piena responsabilità del proprio stare non è semplice. Ma so anche che è l’unica via possibile.
Al termine di questo articolo condivido una poesia scritta al termine della prima fase del mio percorso con Alessandra, con l’augurio che anche tu possa trovare la forza per compiere quel primo passo necessario per metterti al centro e realizzarti, se ne senti il bisogno: chiedere aiuto!

Punti di vista e pareri condivisi

Le parole di Riccardo, amico e protagonista della prima serata (dedicata alla dipendenza da sostanze), sottolineano l’importanza di sentirsi accolti all’inizio di un percorso:

E’ bello sentire che c’è una psicologa che la prima volta che ti vede ti dice: “diamoci del tu ed un abbraccio”

L’abbraccio è uno strumento di cura, accudimento e sensibilità che ci permette di vivere in modo amorevole, aprendoci al dialogo sincero, abbattendo barriere e giudizio.

Riccardo

Anche Lia, che organizza con me questo ciclo di incontri e che condividerà la sua esperienza di educatrice al prossimo incontro (giovedì 21 marzo), ha fatto una riflessione che riporto…

La seconda serata sul tema delle Dipendenze mi ha sbalordito: mi aspettavo tutt’altro! Alessandra Capra ha invece scelto di toccare un tema che in me ha risuonato Forte.

È andata nel profondo, nella condivisione della sua esperienza di figlia prima ancora che di professionista. Ha toccato la maternità, la relazione primordiale che tutti accomuna. Da mamma, da figlia, ho trovato il suo racconto molto toccante e ricco di spunti preziosi.

Ma soprattutto… È stato per me un racconto di una Donna capace di fare rete con l’autenticità. Gli accenni al suo lavoro sono stati presenti ma quasi rispettosi nel lasciare spazio a ciò che davvero voleva comunicare: quanto, spesso senza saperlo, dipendiamo dal Riconoscimento altrui, dalla voglia di essere visti (non solo come figli ma come partner, amici, Persone, immerse in relazioni diverse).

La Dipendenza è stata quasi “sfidata allo specchio” da ognuno di noi che è, in fondo, l’unica persona da cui dovremmo davvero voler dipendere! 

Ho trovato illuminante il doppio racconto di Giuliana, in veste di ‘cliente adulta’, e Alessandra ‘bambina’, perché ha dimostrato con chiarezza che non è mai tardi per accogliere la nostra parte più fragile. Grazie ad entrambe!

Lia 

Ad ali spiegate

Una bimba, occhi scuri, frangetta, capelli cortissimi “che poi piangi con i nodi a pettinarli”
Una camera oscura, un letto, una madre che soffre
Una tazza fumante, mamma è per te, attenta che scotta.
Un bebè in una culla, ti ninno io, non avere paura.
Una bimba coi libri, bravissima, sei l’orgoglio di mamma e papà
Silenzio di studio, le voci in giardino
Un padre, una poltrona, perché non mi parli?
Rumori di piatti su un tavolo, mangio veloce, poi scappo via
Silenzio di studio, i bambini che giocano
Parlami, che cosa ti ho fatto?

Il frastuono del silenzio, eco nella testa
Le parole dei libri, le risate degli altri.
Una donna, capelli indecisi, corazza di acciaio
Aspetto sicuro, anima fragile
Lingua di fuoco, cuore ferito
Raccoglie briciole d’amore
Frantumi di vetro smerigliato, rumori di cocci
Dolore, lacrime, silenzio
Il suono del silenzio, la verità su di sé
Il bozzo a poco a poco si schiude, ali di farfalla
Piccole, minuscole ancora, che chiedono al vento
Di ballare, sognare, fare l’amore,
gioire, desiderare, vivere.
Piccole ali che chiedono al vento
Forza, coraggio, passione
Che il volo sia libero, leggero, sensuale
Che l’animo sprizzi di gioia, che la voce risuoni di risa
Mi guardo allo specchio
E vedo una bimba felice che sussurra: sono orgogliosa di te

Giuliana

Per ogni informazione sulle serate o per condividere un parere: sono qui, contattami!

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